Ma è cosi’ difficile creare lavoro? Il sospetto è che non si voglia creare lavoro per tenere i sardi sempre sulla corda prospettando il lavoro futuro senza la minima volontà di realizzarlo. Sappiamo tutti che sarebbe bello poter lavorare nella pubblica amministrazione e invidiamo chi è riuscito ma sappiamo anche che non è possibile e allora il lavoro bisogna inventarselo, bene! E chi non ha i mezzi? Che fa? Io credo che dovrebbe pensarci la politica che invece di spargere contributi a fondo perduto in dubbie attività farebbe meglio ad impiegare quei quattrini in strutture alberghiere e in pubblicità turistica visto che il turismo è la nostra ancora di salvezza e andrebbe sviluppato e sostenuto. Come? Negli anni 60-70 esisteva un ente chiamato E.S.I.T. ente sardo industrie turistiche, sapete cosa faceva tra l’altro? Una cosa importantissima: erigeva strutture ricettive e le affidava in gestione ai privati. Chi non ricorda la famosa tavernetta ESIT di Campu Omu ? Chi ricorda che l’attuale ospedale marino era un grande albergo ESIT che si chiamava ” Hotel Golfo degli Angeli” ? Di queste strutture affidate poi alla gestione privata se ne trovavano in molte località dell’isola ma evidentemente furono affidate a persone di non provata capacità o furono dismesse per le traversie dell’ente, oggi l’ESIT esiste sulla carta ma non ha più questi compiti. Cosa impedisce alla Regione Sardegna di ripercorrere quella strada con molta più trasparenza, cosa impedisce che nelle varie località si istituiscano corsi per istruire i disoccupati del posto sulle tecniche ricettive e dei servizi turistici, inoltre abbiamo anche validissime scuole alberghiere, o devono servire solo a fare i camerieri dei potentati continentali? Cosa impedisce che questi disoccupati si riuniscano in cooperative di tot. membri e gli si affidi una struttura con il trasparentissimo metodo dell’estrazione a sorte per dissipare i sospetti di nepotismo o di altre straneze avvenute in passato, cosa impedisce di istituire un servizio regionale di aiuto e controllo di queste strutture, che rimangono sempre di proprietà regionale e per cui sarebbe previsto un canone di gestione, in modo che non funzionando a dovere vengano indirizzate per il meglio? Eppure sappiamo che esiste una miriade di siti privi di qualsiasi struttura ricettiva, si aspetta che qualche continentale pieno di soldi ci metta gli occhi sopra e ci porti via il pane? A volte bastano anche iniziative meno impegnative, ad esempio vietando il pernottamento di campers e roulottes nel territorio libero dell’isola durante la notte, anche perchè non se ne può controllare i reflui, in questo modo aumenterebbe la richiesta di sosta nelle strutture attrezzate, strutture che potrebbero essere gestite da disoccupati. C’è qualcuno che dissentendo può dirmi perchè queste iniziative non possono essere intraprese dalla Regione Sardegna?
Fabrizio Pes
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