mosapo disoccupazione sardegna
Scritto da: mosapo.com | 18 Gennaio 2009

CHE FUTURO AVREMO?

Ora cosa accadrà? Per noi poveri disoccupati cambierà qualche cosa? Forse nulla, ma per un po’ possiamo sognare, sperare che cambiate le condizioni ambientali, il nuovo soggetto politico voglia realmente affrontare e risolvere il problema. Credo infatti che sia solamente una questione di volontà politica a complicare la soluzione del dramma disoccupazione nelle famiglie. Da coloro a cui deleghiamo il potere, ci aspettiamo che affrontino e risolvano tutti i problemi, anche i nostri personali, almeno che ci provino con serietà e convinzione.  Grande responsabilità in questa situazione è da addebitare alla riforma sul rapporto di lavoro che ha introdotto i cosiddetti contratti atipici portatori della precarietà lavorativa imperante nell’attuale società. Tanta precarietà ha fatto venir meno anche quel vincolo di solidarietà sempre presente tra colleghi. Tutti sono avvertiti come concorrenti ed in competizione per quel tozzo di pane sempre più sfuggente. Non trapela alcuna notizia sul lavoro, reticenza anche nei rapporti interpersonali, che se approfonditi potrebbero rivelare qualche informazione utilizzabile da altri per trarre vantaggio nella corsa verso un lavoro evanescente. Chi acquisisce informazioni, le serba per se o all’interno della propria sfera di conoscenze, non è permesso condividerle con altri. Anche l’occasione di socializzare all’interno della sfera lavorativa, ne scaturisce mortificata, difficilmente infatti troviamo amici tra i colleghi di lavoro. Un tempo ciò era frequente, consuetudine che ha permesso la nascita dei C.R.A.L., oggi utilizzati quasi esclusivamente da parcheggio temporaneo per i figli. Sono sempre più convinto che il rapporto di lavoro debba riacquistare quella caratteristica spazio-temporale che ha perduto. La generazione prodotta dalle nuove forme di contrattazione flessibile, ha generato insicurezza cronica, fonte di quella destabilizzazione generazionale responsabile della denatalità e della precarietà anche nei rapporti tra i due sessi, a cui possono essere attribuiti buona parte dei fallimenti personali e familiari. La stabilità è fondamentale nei rapporti tra persone, soprattutto nel rapporto di coppia quando viene a mancare ne mina le fondamenta. Vivere giorno per giorno, angoscia alcune individualità che nella quotidianità garantita avvertivano quella sensazione di sicurezza, spazzata via dal par ime, molto fico da pronunziare ma deleterio per la visione del futuro dei nostri giovani. Mentre il posto fisso era avvertito come una limitazione alla creatività individuale, oggi si è scatenata la caccia al posto fisso, anche se meno qualificante e gratificante. Solo attraverso la programmazione a lunga scadenza è possibile tracciare quel percorso di vita che è venuto a mancare a questa generazione. Questa situazione, ritenuta insopportabile, sta scatenando un nuovo sessantotto alla rovescia; al posto di garantire diritti e libertà, ridefinisce i confini degli stessi nei quali spesso la troppa libertà individuale si scontra col diritto di tutti di poterne usufruire pienamente. Credo siano tutti disponibili ha barattare un pò meno libertà con un pò più di lavoro e certezza sul futuro. Anche questo non è il massimo per la democrazia ma è il frutto del troppo liberismo e liberalismo.

(scritto da Lino Dore)

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Commenti

Tutti i desideri sono leciti, ma le ultime righe sono sicuramente quelle che mi premono maggiormente e quelle che vorrei veramente realizzate in breve tempo, ma ho paura che come sempre chi sarà eletto in queste elezioni andrà a scaldare la sedia insieme a rutta la giunta e al consiglio. Ho molto poca fiducia sulla voglia di questa gente ad impegnarsi veramente, è possibile che non stiano completamente inerti ma per quanto riguarda il lavoro credo che siano tutti dotati di poca fantasia. Ciao

Questa bella promessa dei 100000 posti di lavoro mi sembra senza alcun fondamento, qualcosa di simile la disse anche Soru nella prima campagna elettorale e poi…
Deve esserci una congiura contro la nostra isola, dopo che abbiamo avuto vari conterranei nei posti del potere nazionale e che invece di aiutarci ci hanno lasciato nella cacca mentre basta guardare i siciliani come tirano acqua al loro mulino, anche nella lega delle autonomie ci facciamo comandare da loro.
Poveri sardi, invasi, colonizzati, creduloni, illusi e mazziati. C’è proprio da andarne fieri

La politica è sempre una grande corruttrice e chi vi finisce invischiato, inevitabilmente, viene contaggiato dalle mele marcie. Vi ricordate il primo Soru? Quello che un giorno entrò all’ospedale Brotzu come un cittadino qualsiasi per controllare chi si trovava sul posto di lavoro e chi invece era assenteista, che fine ha fatto quel presidente, è quello il presidente che vogliamo, non quello parolaio di oggi. Ha imparato bene come si muovono i politici, infatti nella sua campagna elettorale odierna parla di sviluppo e lavoro, esattamente come nella campagna del 2004 . Io non posso credergli più, ma non credo neppure al suo antagonista che proprio non mi ispira fiducia. Poveri noi!!!!!

Non la vedo bene con questo 2009, oltre la crisi credo che con l’elezione del nuovo presidente ci troviamo tra l’incudine e il martello. Uno parla molto di problematiche del lavoro e vuole cavalcare l’onda dell’indignazione quando in questo settore è stato lui stesso inconcludente per 5 anni, inoltre avete notato che non sorride mai? avete notato che non ama satira e sarcasmo? Oltre che inconcludente sul lavoro, troppo burbero per i miei gusti. L’avversario, invece, si presenta come una marionetta nelle mani di un furbastro nazionale che deve saperla molto lunga, inoltre, come il suo anfitrione, ha il sorriso stampato in faccia ma si vede lontano un chilometro che è forzato. Ama parlare e le spara pure grosse, ha avuto un buon maestro e mette in campo posti di lavoro a colpi di migliaia manco fossero noccioline e poi proprio in tempi di crisi quando gli altri chiudono. Chiunque ci toccherà sarà un’agonia in ogni caso.

Oggi per la strada, mi è stato dato un giornale informativo dal titolo “BILANCIO DEL GOVERNO DELLA REGIONE 2004-2008– e sono rimasto allibito su quanto vi è scritto in terza pagina: un elenco di alcune tappe del governo della regione 2004-2008. Non voglio dare l’impressione a chi legge di fare propaganda elettorale, infatti non propendo per alcuno dei candidati principali che non mi ispirano fiducia, ne parteggio per l’indipendentismo in quanto, per il momento, non mi interessa, almeno finchè non saremo capaci di camminare con le nostre gambe. Leggendo questo giornale, viene da ridere o da piangere, fate voi, vi sono elencati, infatti, 48 punti che dovrebbero dimostrare quello che è stato fatto, molti punti sono doppioni di uno stesso argomento ad esempio quelli sulla legge salvacoste e sul PPR, ve ne sono 3, poi sulla partenza degli americani da La Maddalena, riportato in 4 punti, come se quelli se ne fossero andati per merito di Soru che ha PRETESO L’abbandono della base e non perchè non aveva più ragione di essere, si parla dl riordino del servizio sanitario e del nuovo piano, in due punti, e infatti abbiamo visto come funziona bene con attese per analisi che arrivano anche ad 1 anno, non mi sembra un fiore all’occhiello ma una cosa da tacere. Insomma questo giornalino è da leggere per ridere, l’unica cosa seria e ben fatta ma che poi è cascata nell’integralismo più assurdo è la salvacoste. Ebbene, in questa sequela di leggi, leggine, proposte non esiste un punto, dico uno solo che parli di lavoro, sviluppo e occupazione, mentre in questa campagna elettorale è un argomento abusato. Ma allora ci hanno proprio preso per stupidi, il bello è che in queste tappe del percorso del governo regionale, ci sono dei punti che enfatizzano l’uso della lingua sarda nei discorsi del presidente e nelle delibere della giunta, c’è proprio di che andare fieri, iniziative meritorie e aggregative, per carità, ma siamo sicuri che fossero proprio queste le priorità? Andate a dirlo ad un disoccupato che il presidente ha parlato in sardo all’assemblea e vedrete cosa vi risponde, oppure ditegli che è stato fatto il “piano d’azione per il superamento del divario digitale” (un’altro punto) e vedrete il disoccupato come ci campa bene con questo superamento. Tirando le somme, non voglio sminuire alcune operazioni meritorie che sono state intraprese, ma non è necessario pavoneggiarsi con interventi tutto sommato discutibili per rimediare allo stato disastroso in cui si trova la nostra isola. Anche tutti i governi precedenti, qualcosina l’hanno pur fatta. Questo elenco “delle opere” da l’impressione di essere stato ideato per riempire la pagina con argomentazioni buone per i polli. Consiglio vivamente di procurarvene una copia e di leggerlo. Al fine di non creare fraintendimenti, ricordo ancora che non desidero denigrare un candidato a favore dell’altro che non mi ispira ugualmente, ma vorrei che al popolo sardo venga riconosciuta l’intelligenza e la capacità di sapere discernere tra la realtà dei fatti e una spudorata e falsa pubblicità elettorale. I disoccupati non sono pesci da prendere all’amo del consenso.

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