Finalmente qualcuno che si muove in Sardegna.
siamo stufi di politici che se ne infischiano delle nostra terra e pensano solo al portafoglio…
chi siamo
L’ASSOCIAZIONE RIVENDICA IL DIRITTO AL LAVORO PER TUTTI I SARDI, NON LO SI PRETENDE ELARGITO DALLE ISTITUZIONI ISOLANE, MA SI CHIEDE LA REALIZZAZIONE DI OPPORTUNITA’ E INCENTIVI SUGLI INVESTIMENTI PRODUTTIVI CHE PERMETTANO LO SVILUPPO DI SOLUZIONI OCCUPAZIONALI.
Questo sito nasce per dare una voce libera ai disoccupati sardi, un sito dove tutti possono esteriorare i propri disagi, le frustrazioni, le speranze e perché no anche le idee che sono tipiche di questo stato indesiderato di inattività forzata.
Noi, che abbiamo costituito questa associazione, siamo persone che, nel trascorrere degli anni, abbiamo avuto modo di verificare che la realtà dello sviluppo e delle opportunità lavorative in Sardegna non ha saputo tenere il passo con il progresso delle altre nazioni del bacino del mediterraneo.
Abbiamo visto lo sviluppo della costa adriatica, quello delle regioni ex Jugoslave e di molti luoghi del mar Rosso e del nord Africa, abbiamo visto il risorgere della Spagna dalla dittatura franchista e sviluppare la sua economia turistica come pure quella della Corsica, ma qui in Sardegna continuiamo a vedere i nostri giovani che emigrano in cerca di lavoro esattamente come i loro padri e i loro nonni 50-60 anni fa.
I giovani che vivono nell’isola che è la vera perla del mediterraneo!!!
Ci siamo accorti che i nostri amministratori non riescono a creare sbocchi alle necessità del popolo che chiede sviluppo e lavoro.
Per questi motivi abbiamo deciso di coinvolgere tutti i Sardi volenterosi in una mobilitazione generale delle idee e dei progetti che avremo cura, dopo averne studiato la fattibilità e i costi, di proporre alla nostra giunta regionale affinché ne venga considerata la possibile realizzazione.
Chiediamo quindi la partecipazione di tutti a questa iniziativa, auspichiamo e ci aspettiamo anche partecipazione da parte di eminenti e competenti personalità isolane che per le più svariate ragioni, spesso politiche, non sono mai stati tenuti in grande considerazione e le cui iniziative anche risolutive in molte situazioni, sono state spesso e volutamente ignorate per i più disparati motivi..
Chiediamo che tutti si adoperino per proporci progetti, iniziative o anche solamente semplici idee che vedremo di sviluppare insieme e che raccolte in un dossier presenteremo a chi avrà l’opportunità di considerarne la realizzazione.
Abbiamo necessità dell’apporto di tutti coloro che vorranno offrirci aiuto e anche di persone che sappiano districarsi nella giungla di leggi e normative regionali, italiane ed europee che potrebbero rendere impossibile il realizzarsi di alcune iniziative o al contrario potrebbero agevolarle.
Per portare a termine ciò che ci siamo preposti abbiamo bisogno di grande consenso e di grande partecipazione perché solo con lo sforzo del numero più alto possibile di Sardi potremo sperare di riuscire nel nostro intento.
Sign for Sardegna Collegio Unico Europeo
Commenti
Di: Davide on 10 Giugno 2008
alle 14:11
Speriamo di fargli cambiare idea!!!
Di: mosapo.com on 13 Giugno 2008
alle 11:40
L’argomento è delicato e molto sentito, l’iniziativa mi piace e diciamo che potreste avere buon seguito. Conto di contattarvi in seguito alla vostra mail. Ciao
Di: luigi on 14 Giugno 2008
alle 09:11
Sinceramente non credo che alla regione si impensieriscano troppo per questa associazione.
Di: Paolo on 16 Giugno 2008
alle 19:33
Probabilmente è come dici, non se ne occuperanno affatto, ma qualcosa bisognerà pur fare per cercare di cambiare lo stato attuale in tema di opportunità lavorative, altrimenti la Sardegna continuerà a spopolarsi dei nativi. La cosa indispensabile in ogni iniziativa è l’unità e la partecipazione senza “se” e senza”ma” per voler usare un’espressione abusata. Tornando alla tua osservazione ti risponderò anche che nel 1989 nacque la lega nord e il movimento fu schernito come goliardico e folkloristico dal governo di allora e tenuto in nessuna considerazione, tutti ne ridevano. Nel 1994, cinque anni dopo, hai visto cos’è successo? erano al governo!! Quindi mai dire mai. Forza Sardi l’unione fa la forza. ADERITE!!!
Di: mosapo.com on 17 Giugno 2008
alle 11:24
Ciao, e scusate se mi firmo Paolo 2, l’ho fatto per distinguermi da Paolo che ha scritto prima. Ma tutta questa disoccupazione, c’è veramente? Perchè si parla di circa l’11% della popolazione ed è in sintonia con il resto d’Italia, forse un poco di più, ma solo un poco.
Di: Paolo 2 on 18 Giugno 2008
alle 16:44
Non credo molto ai numeri ufficiali, credo molto di più a quello che vedo e che sento, è ovvio che si tende a dare un’impressione di normalità e inoltre pensa che nelle statistiche sono compresi anche quelli che lavorano solo per 3-6-12 mesi e non sono compresi quelli che si sono arresi ( sono moltissimi) ad una ricerca senza risultati. Credo che in certe zone la disoccupazione sfiori anche il 30%, è la più grave piaga sociale dell’isola.
Di: luigi on 19 Giugno 2008
alle 09:08
Io sono di Sant’elia e qui vogliono fare il betile e sprecare un sacco di soldi in una costruzione megagalattica progettata da un architetto alla moda. A parte che dai disegni è bruttissimo da vedere mi piacerebbe che quei soldi li destinassero ad attività produttive perchè un disoccupato di sant’elia del betile non sa che farsene e qui di disoccupati ce ne molti. Ciao
Di: carlo on 20 Giugno 2008
alle 09:15
Io ho visto che se uno vuole può iniziare a lavorare mettendosi in proprio e chiedendo un prestito d’onore o un contributo De minimis e poi potrebbe anche avere un prestito agevolato, insomma quello che voglio dire è che già oggi se uno ha una buona idea ha i mezzi per metterla in pratica quindi dov’è la differenza?
Di: Paolo 2 on 24 Giugno 2008
alle 17:07
La tua osservazione non può avere validità per tutti, infatti non tutti hanno la mentalità imprenditoriale, inoltre per mettersi in proprio è necessario conoscere il mercato su cui l’oggetto della propria attività dovrà svilupparsi. Vi sono anche i rischi che l’iniziativa non abbia molto successo e in questo caso si rischia di venire strangolati dal fisco ( è necessario essere congrui) e dai debiti contratti. In definitiva non basta aprire un’attività commerciale per vendere ma devi sgomitare con l’agguerrita concorrenza e se invece sei un produttore devi sapere chi comprerà il tuo prodotto che altrimenti serve solo a riempire i tuoi magazzini ( è quello che succede alla Legler)
Di: mosapo.com on 25 Giugno 2008
alle 19:33
Ho letto tutto quello che è scritto nel sito ed in parte è vero, però credo che di quel 30% di disoccupati che avete nominato molti non hanno proprio voglia di fare nessun tipo di lavoro ma hanno solo molta voglia di avere soldi in tasca senza guadagnarseli. Sarà solo la mia impressione.
Di: Alessandra on 26 Giugno 2008
alle 10:15
Ciao Alessandra, ti ringrazio per questa domanda che sapevo mi sarebbe stata fatta, prima o poi. Prima di tutto direi che non possiamo generalizzare e ti invito a passare ai numeri che rendono meglio l’idea. Stimiamo che la disoccupazione tocchi le 450.000 unità e qui comprendiamo anche i precari, cassaintegrati , LSU etc. e ammesso e non concesso che i due terzi sia disoccupato per scelta, ti sembra corretto che i rimanenti 150.000 rimangano in questo stato in una regione intera che possiede gli abitanti di una città di provincia? Mi rendo perfettamente conto che molti, sopratutto giovani, vivono alla giornata ignorando che quando gli anni verdi sono trascorsi poi si deve fare i conti con la realtà allora vediamo che questa realtà abbia qualche prospettiva altrimenti saranno costretti ad emigrare e questo non lo vogliamo.
Di: mosapo.com on 26 Giugno 2008
alle 12:36
proposta coraggiosa e generosa! credo valga la pena lavorare affinchè l’associazione cresca, riesca a mettere a confronto intelligenze e creatività che esistono ma non si conoscono e riesca a dare voce al singolo che, se privo di potere, è inascoltato.
Di: graziamaria cossu on 27 Giugno 2008
alle 15:42
Certo che questa associazione ve la siete portata in testa per tanti anni ma mi ha incuriosito quell’articolo sull’unione sarda del 1996 di cui parlate nell’altra pagina e mi sono chiesta cosa ci fosse stato scritto di cosi’ terribile per far scaturire l’idea di fondare addirittura un movimento dodici anni dopo. So bene che per il copyright non si può riportare ma almeno sapere qualche cosa del contenuto.
Di: Francesca on 27 Giugno 2008
alle 16:13
Non c’è scritto nulla di terribile ma quello che è scritto, è scritto con il cuore, anzi con la disperazione nel cuore, la disperazione di chi avendo lavorato per il bene della società nel campo della ricerca, dell’insegnamento, della cultura e avendo affidato le proprie fatiche agli uomini che avrebbero dovuto servirsene per traghettare l’isola verso un avvenire di prosperità, ha visto il tutto buttato alle ortiche, vanificato da disdicevoli giochi di potere e scambi di poltrone. Queste persone si sentirono usate e tradite e affidarono al giornale il loro grido disperato. Dirò di più, non si nascosero dietro una firma di gruppo o uno pseudonimo ma suggellarono la loro rabbia firmandosi uno per uno a viso aperto. Le firme apposte furono circa una quarantina. Quindi niente di terribile ma è lo scritto di persone disilluse da qualcosa in cui avevano fede. Ci colpi’ molto perchè era una durissima critica fatta da persone che erano dalla stessa parte e non dall’opposizione, persone che amando veramente questa Terra non si sarebbero fatte fermare da strane alchimie e poteri occulti (parole loro) per raggiungere gli obiettivi.
Se ti interessa leggere tutto l’articolo puoi contattarmi alla mail.
Di: mosapo.com on 27 Giugno 2008
alle 21:31
Rinfrazio Graziamaria per gli aggettivi che ha voluto attribuirci ma devo dire che non abbiamo fatto nulla che non potesse fare chiunque altro, la palla passa ora ai diretti interessati e cioè ai disoccupati che se sapranno coglierne le opportunità avranno diverse carte da giocare e come posta il loro futuro, è nostra convinzione, infatti che se il mondo occidentale corre verso la recessione, qui si prospetta anche peggio. A tutti voglio dire che se anche se non avete idee o progetti, vi si chiede di aderire al movimento che provvederà per vostro conto a girarli a chi avrà il potere di avviarli a compimento.
Di: mosapo.com on 28 Giugno 2008
alle 10:53
Ciao ragazzi, io fortunatamente lavoro in una grossa azienda della zona di Macchiareddu e sono al secondo rinnovo di assunzione che tra poco scade ma non so se verrò rinnovato perchè da un momento all’altro può arrivare l’accozzato di turno e fregarmi il posto dato che qualche cosa del genere è già successo a dei colleghi. Ma posso continuare cosi ? E’ ora di finirla, posso iscrivermi anche io ? Se mi dite di si vi mando una mail. Ciao
Di: andrea on 29 Giugno 2008
alle 08:14
Ciao, possono aderire tutti quelli che desiderano adoperarsi per cercare di risolvere gli angosciosi problemi legati all’occupazione. Mandaci la mail di adesione e se hai tempo non limitarti all’adesione ma aiutaci a diffondere materiale pubblicitario. Grazie
Di: mosapo.com on 29 Giugno 2008
alle 12:15
Mi hanno detto di questo sito e forse io ho una buona idea che può produrre alcune centinaia di posti di lavoro andando concretamente in attivo con il bilancio e può essere gestita sia dal pubblico che dal privato. Avrei bisogno di parlarne con qualcuno per studiarne i particolari e vedere in cocreto la fattibilità. Possiamo vederci per parlarne?
Di: paolo aresu on 29 Giugno 2008
alle 18:04
Per fortuna il lavoro io ce l’ho, lavoro presso un grossista di prodotti alimentari ed ho possibilità di parlare con un sacco di gente che produce e che trasporta e sento delle cose pazzesche, per esempio, quando andate al supermercato fate caso alla categoria della frutta che comprate e quasi sempre è di seconda, mai di prima e spesso è frutta importata perchè la nostra viene esportata ma allora mi sono chiesto, non sappiamo produrre la frutta per noi stessi? Lo sapete che nella grande distribuzione si vendono mozzarelle importate dalla Germania che costano meno di quelle nostre anche con il ricarico del trasporto? Cosa significa questo? E’ evidente che non sono prodotti di grande qualità e per fare prodotti del genere abbiamo bisogno dei tedeschi?
E poi c’è il discorso delle carni di agnello o maialetto che vengono importati per via delle varie epidemie che (dicono) non si riesce a vincere. Solo in campo alimentare c’è da fare moltissimo se solo ci fosse voglia. Ad una azienda che produce e che ha il suo bel da fare quotidiano non puoi dirgli che faccia domande di contributo, riempia 1000 moduli di cartacce, parli con 100 persone, perda giorni su giorni di lavoro per girare i vari uffici per poi magari vedersi negati i soldi, non sarebbe meglio che un funzionario visita le persone interessate e insieme stabiliscono la programmazione, gli investimenti e gli sbocchi dei prodotti, cioè l’ingrandimento dell’azienda con altri posti di lavoro.
Di: marco congiu on 2 Luglio 2008
alle 07:05
Ma non è solo in quei campi che ci sarebbe tanto da fare, pensa che anche chi compie tanti anni di studi è costretto ad emigrare, vanno via i cervelli migliori he poi sono quelli che in futuro potrebbero dare nuovi impulsi alla nostra economia e che potrebbero amministrare con profitto il nostro futuro. Non è il caso di trascurare anche settori diversi da turismo, allevamento e agricoltura, possono benissimo coesistere.
Di: paolo aresu on 2 Luglio 2008
alle 19:05
Comprendo vivamente i vostri problemi ,ma mi dovette credere questa Italietta sta mettendo a dura prova tutti ,io sono un piccolo artigiano non immaginate come il lavoro e miseramente diminuito, i politici pensano ad incrassare le loro tasche ,prometendo occupazione ,facendoci credere che si risolverà tutto…..Una cosa mi fa paura noi ora paghiamo l’ inps ,per avere una pensione ….Ma se i giovani oggi non lavorano come fanno a versare i contributti?bisogna che il governo si decida a prendere seri provedimenti,non si può andare avanti cosi…..scusate i miei errori di ortografia…
Di: Davide Bandino on 3 Luglio 2008
alle 17:40
Davide, i nostri problemi sono i tuoi problemi, sappiamo bene che siamo tutti legati come in una catena, se non si lavora non si guadagna e quindi non si spende. Direi invece che anche gli artigiani possono essere un caposaldo dell’economia ingrandendosi e assumendo personale sempre che non rimanga un fatto isolato, ci sia sviluppo generalizzato ed abbia sbocchi di mercato. Sostienici nella nostra battaglia e diffondi la voce ( un artigiano ha sempre l’opportunità di parlare con tanta gente). Non ti si chiede di fare manifestazioni di piazza insieme a noi e neppure di incatenarti davanti ai cancelli della Regione, tutte cose che non suscitano più alcun interesse, il nostro è un movimento silenzioso che funziona con il passaparola su un tema che trova tutti molto sensibili. Se credi opportuno riscrivici, qui troverai sempre chi sa ascoltare anche i tuoi problemi.
Di: mosapo.com on 3 Luglio 2008
alle 21:16
Un frequentatore del sito che si chiama Giuseppe Pistis ha chiesto di scrivere, con la nostra collaborazione, un articoletto che trasporta il lettore verso “l’isola che non c’è” e che invece dovrebbe esserci. Un articolo che ci trova daccordo (e come non esserlo), preghiamo chi volesse commentarlo di leggere lo “spazio a disposizione degli utenti” il cui link si trova in alto nella colonna destra. Questo articolo durerà un mese, chiunque volesse preparare uno scritto per la pubblicazione, è pregato di contattarci prima della scadenza.
Di: mosapo.com on 4 Luglio 2008
alle 08:02
Leggevo ieri sul giornale di Sardegna del contributo di 25000 euro alle famiglie disagiate per acquistare la casa. Trovo che non sia giusto ne’ dignitoso elargire queste elemosine che servono solo a chetare le coscienze, sarebbe molto meglio che si provvedesse, e non in maniera assistenziale, ad innalzare il reddito familiare in modo che chi vuole si compra o si affitta la casa che vuole e dove vuole. Per porre i disagiati al pari di tutti gli altri occorre il lavoro e con il lavoro si risolve anche il problema della casa.
Di: paolo aresu on 5 Luglio 2008
alle 09:27
Plaudo questa bella idea di unità e di richiamo alla mobilitazione anche perchè se non dovesse scaturirne nulla a causa della sordità della nostra classe politica, l’unione dei disoccupati ha la forza con il proprio voto di modificare radicalmente la composizione del consiglio regionale permettendone il ricambio senza tenere conto delle appartenenze ai partiti ma premiando unicamente coloro che dimostreranno di voler lavorare veramente per il bene di tutti. Non voglio fare alcun tipo di propaganda elettorale poichè abbiamo avuto modo di vedere tutti che l’alternanza degli schieramenti che si è succeduta negli ultimi lustri ha pensato esclusivamente alla conservazione delle poltrone. Bisogna che si realizzi il fatto che ogni famiglia sarda ha fra i propri componenti qualcuno che soffre il cancro della disoccupazione e che la forza e l’impegno del cambiamento non possono essere solo delle persone interessate ma di tutto il nucleo familiare.
Di: simone angius on 10 Luglio 2008
alle 09:50
Ragazzi, leggo oggi sul giornale che la regione concede 500 euro mensili agli studenti meritevoli, che hanno conseguito almeno 80/100, per mantenersi agli studi universitari. Iniziativa encomiabile senza dubbio alcuno, ma alla fine degli studi quale sarà il loro futuro? Probabilmente il disoccupato intelletuale! Peccato, una buona iniziativa incompiuta.
Di: antonio on 10 Luglio 2008
alle 19:39
Potrebbe aiutare anche una forma di protesta più incisiva o un pubblico dibattito su questi temi, se non altro per fare della pubblicità e far conoscere il movimento, mi sembra un modo di operare piuttosto blando e qui serve uno scossone formidabile per risvegliare le coscienze assopite da troppo tempo e anche per invitare i disoccupati a reagire all’apatia che ormai hanno acquisito e alla sfiducia che li pervade nella ricerca di un’occupazione. Che ne pensate di organizzare un dibattito pubblico?
Di: Franco Virdis on 12 Luglio 2008
alle 10:03
Non abbiamo escluso alcuna forma di protesta ma pensiamo che sia ancora presto, l’estate è arrivata e con essa tanta voglia di vacanze, per noi questo è il momento delle conoscenze, delle acquisizioni informative e anche della strutturazione dell’associazione. La struttura deve crescere ed espandersi nel territorio pertanto desideriamo contattare persone veramente interessate e motivate a sostenerci e aiutarci e che creino nel proprio paese una cellula del movimento interessata anche allo studio delle risorse del proprio comune. C’è il tempo per ogni cosa
Di: mosapo.com on 12 Luglio 2008
alle 17:16
Sono di Nuraminis e i miei genitori hanno un box di frutta e verdura al mercato S. Benedetto. Le loro vendite ultimamente sono calate molto e poi ho scoperto che alla televisione e su internet si consiglia di acquistare per più famiglie al mercato all’ingrosso o direttamente dal produttore, questo per risparmiare. Io mi sono detto che il sistema che funzionava da sempre era quello contadino-grossista(e trasportatore)- dettagliante, ma questo sistema di saltare i passaggi non toglie forse posti di lavoro e non è più giusto controllare sui prezzi? La stessa cosa è successa nei distributori di benzina dove con l’automatico si perdono posti di lavoro per scendere il costo di qualche centesimo e allora prima fanno le regole e poi dicono di non rispettarle. Controllando i prezzi era meglio almeno si vedeva chi guadagnava troppo. Tutto questo per risparmaiare ed è giusto volere risparmiare ma allora facciamolo anche da altre parti, per le scuole mettiamo alcuni professori su internet e chi vuole va a ascoltarli e poi si fa l’esame e cosi risparmiamo tutti gli stipendi dei professori oppure per i documenti perchè le carte d’identità e altre cose del comune non le fanno a Roma come le patenti prendendo i dati messi dai comuni su internet e cosi’ risparmiamo anche sugli impiegati del comune. Io farei arrivare molti più immigrati per fare tutti i lavori e li possiamo pagare poco perchè i nostri soldi a casa loro valgono molto e ci vivono molte famiglie e cosi noi risparmiamo sulla mano dopera e i prezzi di tutto si abbassano e però finisce che non lavora più nessuno. Non credo che chi cerca di risparmiare vuole questo però cè troppo egoismo e tutti se ne fregano degli altri. Per tutte queste cose io rimango disoccupato.
Di: Franco on 15 Luglio 2008
alle 19:44
Noto che la discussione e gli interventi languono probabilmente per via delle vacanze, ma desidero dire a Franco che in un’economia di mercato, i prezzi non possono essere imposti proprio perchè il mercato è libero, comprendo la tua lamentela e convengo con te che ogni categoria deve servire la propria clientela, nel senso che la licenza di commercio di un grossista è diversa da quella del dettagliante, infatti il grossista non può emettere lo scontrino fiscale e quindi la tua osservazione è esatta ma rimane il problema del lievitare dei prezzi che può essere combattuto solo creando una struttura che faccia da calmiere in modo che tutti bene o male vi si adeguino. Qualcuno ricorderà gli spacci dell’ente comunale di consumo che serviva proprio a quello scopo salvo poi avere dovuto chiudere per cattiva gestione ( non ricordo nessun grosso supermercato che sia fallito). La soluzione al tuo problema è proprio quella e nello stesso modo si crea occupazione.
Di: paolo aresu on 21 Luglio 2008
alle 17:19
Ma quali disoccupati, ma lo sapete quanti campi incolti ci sono in Sardegna? Andassero a coltivarli e a produrre oppure a lavorare come braccianti agricoli che in campagna da fare ne trovi sempre, il fatto è che nei paesi piace stare nei bar a gozzovigliare, bere birra e giocare a carte. Lo sapete che qui vengono da fuori per lavorare in campagna? Senegalesi, marocchini, rumeni, egiziani. tunisini, quelli hanno fame e voglia di lavorare, ma i sardi no, amano mangiare, bere e andare a spasso a bighellonare, altro che disoccupazione, bisogna rimboccarsi le maniche e darsi da fare e magari cominciare dalla gavetta e non pretendere subito il posto dirigenziale perchè magari hai fatto qualche studio in più e ti senti al di sopra di tutto e di tutti. Un poco di umiltà per favore.
Di: Federico on 22 Luglio 2008
alle 17:31
Carissimo Federico, credo che siano in molti a pensare come te ed è comprensibile che d’impulso si ragioni in questo modo ma è opportuno analizzare tutto il discorso con calma e poi trarre le debite conclusioni. Allora, prima ipotesi, del proprietario di un campo incolto che dovrebbe andare a coltivarlo. Giusto dico anch’io, ma per trarre un reddito continuativo dovrebbe avere i mezzi, anche meccanici, perchè non stiamo parlando di un orticello, e anche gli sbocchi di mercato sicuri (ti ricordo che chi si è dedicato alla terra ed ha fatto investimenti in passato con il beneplacito della Regione ora si trova a non saper tenere fede agli impegni e spesso si vede pignorare i propri possedimenti) e credimi non è affatto semplice avere sbocchi di mercato visto che ci troviamo in continua competizione con i paesi emergenti con il pericolo di dover vendere sotto costo. Seconda ipotesi, il lavoro alle dipendenze ovvero quello che fanno gli extracomunitari, ebbene sappi che questa gente è ampiamente sottopagata e percepisce un salario per il quale nessun sardo, e con ragione, muoverebbe un dito. Prova a dirmi se tu, non avendo un lavoro, saresti disposto a spaccarti la schiena sotto il sole per tutte le ore della giornata, a raccogliere pomodori per 20 euro. Lo sai perchè si fa? Per mantenere bassi i costi e anche per permettere a tutti quelli che pensano come te di comprare la scatola di pomodori pelati a 80 centesimi perchè se costasse di più insorgereste subito “con la vita troppo cara” e non potreste togliervi più gli sfizi, tu e tutti quelli che pontificano senza ragionare e che lavorano in un ufficio con l’aria condizionata immersi in un mare di egoismo. In casa mia questo si chiama sfruttamento!
Di: andrea on 26 Luglio 2008
alle 11:28
Per tenere aggiornati gli iscritti, come promesso, c’è l’ intenzione di ideare un calendario per il prossimo anno al fine di fare un po’ di autofinanziamento. A ottobre ci aspetta qualche banchetto nei mercatini con annesso volantinaggio. Cerchiamo volenterosi o simpatizzanti, iscritti o no, che ci diano una mano. Buone vacanze a tutti
Di: mosapo.com on 7 Agosto 2008
alle 09:08
Ho visto che avete pubblicato il mio scritto che si ricollega a quello di Pistis che approvo totalmente e di questo vi ringrazio. Dai primi commenti sull’andamento estivo si è già visto che i visitatori dell’isola sono stati in leggera flessione e tutti concentrati nei primi 20 giorni di agosto e questo è significativo dello stato di impoverimento globale. Ho visto che spesso nei paesi dell’interno si organizzano sagre e manifestazioni varie per contendersi turisti che, in effetti, non ci sono e poi si parla del successo di queste iniziative che però apportano ben poco alle economie locali. E’ avvilente constatare che siamo relegati quasi allo stato di ” riserva indiana” dove si fa esibizione della nostra cultura e delle nostre tradizioni in cambio di pochi spiccioli. Un saluto a tutti e per quanto mi sarà possibile, contate su di me per il volantinaggio.
Di: Enrico Farci on 9 Settembre 2008
alle 18:28
Volevo dire la mia su come vedo e vivo la disoccupazione, disagio ce n’è senzaltro ma c’è anche molto menefreghismo e sopratutto poca voglia di darsi da fare, quasi un aspettare che la manna scenda dal cielo a soddisfare i nostri bisogni. Mi capita spesso di passare a tutte le ore sul lungomare del Poetto e vedo sempre i baretti pieni di gente, di giorno e di notte, cosi’ come pieno di gente è il colle di Monte Urpinu in prossimità del locale e cosi’ pure i locali di piazza Yenne fino a notte fonda non sono da meno quelli in castello e sulla terrazza del bastione, insomma c’è vita, movimento e soldi da spendere. Non sto parlando di persone ormai avanti negli anni ma di giovani che passano il tempo a bighellonare e allora uno come me, alle prese con un problema drammatico come la disoccupazione, che si è adattato, anche se diplomato, a servire benzina in un distributore e che arriva alla sera con una certa stanchezza che ti opprime alla ricerca di un po’ di riposo e con uno stipendio contenuto che non ti permette uno sperpero incontrollato e la soddisfazione solo di pochi vizi (sigarette, carburante e rata della macchina), dicevo, uno come me allora si domanda: ma questi, da dove prendono i soldi e se li guadagnano lavorando come mai hanno tutto questo tempo libero? Saranno tutti capaci imprenditori o operatori di borsa, saranno manager di aziende di successo o vincitori del superenalotto o magari hanno scoperto il segreto degli alchimisti oppure sono tutti rampolli di famiglie ricche (qualcuno senz’altro) oppure….. Vorrei che qualcuno sostituisse ai puntini la risposta che io non trovo. Grazie dell’ospitalità
Di: Corrado Secci on 10 Settembre 2008
alle 17:20
Qualcuno dice che il mondo è bello perchè è vario, si può essere daccordo oppure no, comunque, come più volte puntualizzato, esistono persone che vivono alla giornata, forse più fortunate di altre o forse no, dipende dai punti di vista. Il fatto che tu da diplomato sia addetto ad un distributore di benzina ti fa onore e ti valorizza rispetto ad altri che perdono tempo in maniera futile. Pensa che il tuo lavoro sia solamente un espediente per sopravvivere fino a quando non troverai qualcosa di meglio e in ogni caso ricorda che se il tuo lavoro non è sottopagato, ci sono persone che ci mantengono la famiglia. Ti capisco e hai ragione quando dici di aspirare a qualcosa di meglio, questo è naturale, ma nel frattempo “non ti curar di loro” , penso che sia più gratificato tu dalla tua vita che chi non sa come passare il tempo e ha un’esistenza vuota e senza scopi(anche se non si vede). Noi stiamo, nel nostro piccolo, piccolissimo, cercando di far cambiare qualcosa perchè la tua situazione è comune a molti altri, non abbiamo, purtroppo la bacchetta magica ma occorrerà del tempo, non so quanto, ma siamo pazienti e lentamente cerchiamo di rodere le fondamenta e far crollare questo castello di bugie che ci vengono propinate per mantenerci nello status quo ed impedirci di progredire economicamente. Un tempo faceva comodo mantenere la gente nell’ignoranza, oggi fa comodo mantenerla nel sottosviluppo. Non demoralizzarti Corrado.
Di: mosapo.com on 11 Settembre 2008
alle 17:32
Fra diece mesi avremo le elezioni regionali e un vecchio detto dice che la speranza sia l’ultima a morire e allora SPERIAMO che non sia il ripetersi del solito teatrino dove sfilano i soliti noti che scaldano le solite poltrone e che fanno il solito niente se non ogni tanto qualche azione inconsistente seguita dalle solite beghe che servono esclusivamente a creare movimento e riempire le pagine dei giornali. Sinceramente non riesco a capire perchè i Sardi si facciano trascinare dal canto delle solite sirene e cadano nei tranelli dei soliti noti, vorrei che qualcuno mi spiegasse come mai vengono eletti i soliti ricchi e altolocati personaggi che di necessità quotidiane del popolo non sanno nulla, di fame di lavoro non sanno nulla perchè frequentano altre persone della loro specie dove non esistono questi problemi. Ogni tanto sentono parlare da qualcuno di queste cose che esulano dal loro sapere e allora si affannano a dare l’inmpressione di porvi rimedio con cure che non portano a nulla e a volte sono peggio della malattia. Per intenderci sto parlando di tutti i partiti e non solo di alcuni. La forza dei soldi è pazzescamente enorme perchè con essi si compra la pubblicità ed è proprio della pubblicità che i Sardi cadono vittima, chi ha più soldi vince e una volta che ha vinto oltre i soldi ha anche il potere e ad ogni rielezione riesce con questi mezzi a catturare il voto di un maggior numero di elettori. Cari Sardi vi rendete conto di cosa vuole dire dare ancora il potere a queste persone? Come potete pensare che una volta eletti pensino a voi? Perchè pensate che solo gente altolocata possa risolvere i vostri problemi? Vi pregherei di ragionare, “squadra vincente non si cambia” ma in questo caso non è cosi’. Qualsiasi partito votiate va bene, dall’estrema sinistra all’estrema destra ma per favore, cambiate gli uomini, in tutte le liste vi sono ottime persone e tanti nuovi candidati validi e molti di più modesta condizione che vivono fra la gente e con la gente e quindi più vicini ai bisogni della popolazione e più ricettivi, punite i professionisti della politica, non fatevi incantare ancora una volta.
Di: Corrado scalas on 13 Settembre 2008
alle 10:47
Caro Corrado, hai ragione ma se la speranza è l’ultima a morire, si dice anche che gli uomini non imparano nulla dalla storia e negli ultimi 50 anni abbiamo avuto modo di vedere che è vero.
Ho paura che anche questa volta sarà come le altre anche e forse sopratutto per mancanza di alternative valide e credibili all’apice delle istituzioni, per quel che riguarda, invece, i consiglieri del parlamentino isolano, quelli che non sono nelle prime file, in genere sono messi solo per riempire le liste ma vengono boicotati dai loro stessi compagni perchè spesso sono i più duri e puri ovvero coloro che hanno più fede in una certa ideologia e vanno dritti allo scopo e quindi non servono per i vari funambolismi e giochetti di potere. Comunque siamo consapevoli che un ricambio di teste non potrebbe che fare bene.
Di: mosapo.com on 18 Settembre 2008
alle 07:51
sarebbe tutto bello, ma per ora possiamo solo sognare, e poi per quanto riguarda il lavoro, quel poco che c’è, non lo sfruttiamo, o non ci aiutano a sfruttarlo, oppure ce lo rubano i non sardi, come per esempio è successo a me per un lavoro di posa in opera ad Olbia, ho partecipato alla gara, ma non son riuscito a vincerla nonostante sia andato in basso con il preventivo, perchè non avevo intenzione di diventare ricco, ma di lavorare assieme ai miei collaboratori (sardi) e guadagnare un normale stipendio, (sempre meglio di niente), invece… vince una ditta del continente, che di italiano c’è solo il proprietario della ditta e tutti gli operai sono della romania, e questo lavoro fa parte dei famosi lavori del G8, ma non avevano detto che molti di questi soldi avrebbero fatto in modo da farli restare in sardegna? (”pagu bene nostru”). Nel 1992 lavoravo come dipendente per una ditta del nord Italia, siamo andati a lavorare in un cantiere a napoli, quelli del posto obligavano l’assunzione della manovalanza locale, senno non si andava avanti, come sistema non era un gran che, comunque riuscivano a far restareun po di soldi a napoli e campare un pò di famiglie, noi non abbiamo quel temperamento e non siamo uniti quando c’è bisogno di unirsi. Come sarebbe da unirsi e riprendersi i posti di lavoro che ci stanno rubando in gallura, ragazzi, venite fuori dai paesetti e organizattevi, sapette quanti stranieri ci lavorano, forse qualcuno neanche lo immagina, però sappiamo tutti quanti disocupati e famiglie povere ci sono in sardegna.
Di: Marras on 18 Settembre 2008
alle 19:58
arriverebbero i rumeni a toglierci il posto di lavoro anche li, lavorando in campagna ormai chi andrebbe a controllarli se sono in regola o no?
Di: Marras on 18 Settembre 2008
alle 19:58
E no, caro Marras, se ci limitiamo a sognare stiamo freschi, ci adagiamo e magari ci compiangiamo anche e diamo la colpa alla fatalità. Dove è finito lo spirito fiero dei Sardi, quelli che combatterono sempre contro tutti gli invasori che arrivavano dal mare e spesso riuscirono, seppure in minoranza, a respingerli. I Sardi che ho conosciuto io tanti anni fa reagivano ai sopprusi, il secolo scorso combatterono anche contro la polizia piemontese che, pur avendoli annessi, non riusciva a comprendere la loro mentalità e le loro tradizioni. Allora devo pensare che i Sardi siano diventati un popolo di smidollati ormai assuefatti alla propria staticità e incapaci di reagire. Scusami ma non posso pensare questo, sotto la cenere cova il fuoco vivo e bisogna solo soffiarci sopra, è esattamente quello che stiamo cercando di fare noi e tanti altri che amano la nostra isola. Ti invito a non abbatterti e lottare e se vuoi sostienici perchè noi siamo dalla tua parte.
Di: mosapo.com on 19 Settembre 2008
alle 18:04
Egregio Marras, tu hai fatto delle accuse ben precise e allora non abbatterti pensando che magari da solo non puoi fare nulla, non è vero e non sei solo, tutto dipende dalla politica e allora cambiamola. Hai visto cosa è successo in campo nazionale? Senza entrare in merito alle scelte fatte o propendere per scelte di destra o sinistra, interi partiti storici, gruppi di professionisti della politica sono stati spazzati via e, bada bene, è un cambiamento epocale, che poi sia in bene o in male è un altro discorso. Ebbene questo dobbiamo fare in Sardegna, premiare chi lavora per noi e punire chi se ne strafrega.
Di: Enrico Farci on 19 Settembre 2008
alle 18:51
Una volta mi è capitato di parlare con un emigrato che proveniva dal Burundi e mi diceva che prendeva 22 euro per raccogliere pomodori e che tranquillamente riusciva a viverci. 5 euro li metteva insieme a quelli di 8 extracomunitari che lavoravano insieme a lui per affittare un appartamentino a stampace, 7 euro messi insieme ad altrettanti dei suoi compagni servivano a costituire i pasti, i rimanenti 10 li conservava per spedirli a casa ogni fine mese e mi diceva che ci vivevano parecchie persone riuscendo anche a conservare qualcosa, infine se a lui occorreva qualcosa, arrotondava vendendo oggetti per strada la domenica o quando aveva tempo. Ora con questi numeri nessun sardo è destinato a trovare lavoro e c’è da supporre che dal lavoro nei campi questa furbizia si trasferisca in altri settori, per esempio in edilizia come diceva Marras, e tutto ciò è agevolato dalla mancanza assoluta di controlli. E’ un andazzo tutto italiano che non ha eguali in Europa, mai vedrete, infatti all’estero dei venditori non autorizzati nelle strade o degli operai irregolari nelle imprese. Con questi presupposti sprofonderemo sempre di più. Anche per questo cambiamento dobbiamo lottare, chiudere un occhio o anche tutti e due e tollerare l’inerzia dei controllori non fa bene ai sardi ma neppure agli immigrati.
Di: Enrico Farci on 20 Settembre 2008
alle 21:37
Sulle Zone Franche Urbane si sa poco o nulla, l’informazione ufficiale è latitante, eppure potrebbero essere la panacea per i nostri disoccupati, Un’idea vincente della Francia in cui esistono già da tempo. Mi chiedo perchè la Regione Sardegna e i sindacati non si adoperino per un’informazione capillare suscitando cosi’ un’interesse popolare che potrebbe sfociare in una manifestazione a Roma. Perdere anche questa opportunità sarebbe l’ennesima bastonata alla nostra isola stremata dal disagio giovanile e non. Sono forse troppo occupati dalle grandi manovre in vista delle elezioni? Chissa!!!
Di: Giorgio on 27 Settembre 2008
alle 12:08
Giorgio ci ha generosamente prestato la sua opera per la preparazione del volantino che abbiamo scritto anche con la collaborazione di persone che entrano nel sito ma non scrivono mai, lo potete leggere cliccando sul link in alto a destra, questo volantino può essere corretto con l’apporto di tutti, quindi chi avesse suggerimenti da aggiungere può farlo tranquillamente scrivendo qui. Invitiamo tutti a partecipare attivamente a proporre un testo chiaro e conciso. Grazie per la collaborazione
Di: mosapo.com on 27 Settembre 2008
alle 17:01
Finalmente in Sardegna avremo lavoro per tutti; eh, si perchè dovete sapere che la Sardegna è diventata la N°1 in Italia in quanto a copertura ADSL, questo traguardo veniva enfatizzato ieri dal giornale di Sardegna in due pagine pubblicitarie-informative della regione. Quindi agricoltori sardi non lamentatevi più per l’acqua che manca, con l’ ADSL avete risolto i problemi, ma non siete i soli, insieme a voi potranno gioire gli operai delle industrie in odore di chiusura ma anche i pastori alle prese con infezioni e malattie varie dei greggi e i pescatori impegnati con il fermo biologico. Insomma siamo tutti contenti e giulivi perchè finalmente mamma regione ci ha risolto i problemi di soppravivenza quotidiana e noi che non riuscivamo a capire cosa bollesse in pentola e quali fossero le priorità dei cervelloni per lo sviluppo e occupazione. C’è da chiedersi come abbiano fatto fino ad oggi le regioni del nord-est oppure la Marche ad arricchirsi e svilupparsi senza ADSL, visto che si trovano tutti in secondo posto rispetto a noi. Ora dopo il sarcasmo è necessaria una riflessione, nessuno nega che queste innovazioni possano essere importanti e che non si può rimanere indietro, ma da questo a farne una priorità da realizzare in cima alle altre cose no!!! Ma dai!!!
Di: Stefano Carrus on 2 Ottobre 2008
alle 19:46
Insieme alle tematiche della disoccupazione si parla sempre più di risorse delle famiglie, di crisi e di risparmio, i discount alimentari hanno conosciuto il loro successo, l’abbigliamento cinese va alla grande ma qualcosa non mi quadra, considerando che siamo usciti dall’obiettivo 1 e quindi non siamo più fra gli indigenti, in mezzo a tutta questa necessità di risparmio mi salta agli occhi un’incongruenza che capita quotidianamente visto che percorro spesso le strade che uniscono Cagliari con i paesi del circondario, forse nessuno ci fa caso ma le macchine ti sfrecciano TUTTE in corsia di sorpasso ad elevata velocità, possibile che nessuno sappia che con quello che costa la benzina, non superando i 2000-2500 giri del motore si può risparmiare anche il 20%? Quello è vero risparmio e si raggiungono cifre notevoli ma non lo fa nessuno. Questa del risparmio sarà solo una nuova moda? Sono perplesso.
Di: angelo secci on 5 Ottobre 2008
alle 11:17
Il nostro amico Carlo Pittau ha voluto scrivere un articolo che a causa dello spazio limitato è stato necessario ridurre un poco. Chiunque può scrivere un articolo di qualsiasi genere che si vuole rendere noto a tutti e che abbia una qualche attinenza con gli scopi dell’associazione. Potete proporlo inviando un e-mail alla nostra casella di posta. Potete leggere l’articolo di Carlo Pittau su ” il trenino verde” cliccando sul link in alto a destra. Grazie a tutti per la collaborazione
Di: mosapo.com on 9 Ottobre 2008
alle 15:09
Salve a tutti ho 39 anni sono sposato con 3 filgli a carico sono senza lavoro da parecchio tempo no che la voglia di lavorare mi manchi perchè lavoro e come ma le istituzioni non ti vengono incontro per nulla. Posso aprire un negozio ma la battaglia con le tasse è persa in partenza ……………. ma secondo voi si può continuare a campare di espedienti e sopratutto in ne……? Saluti a tutti.
Di: Alessandro on 11 Ottobre 2008
alle 16:31
Ciao Alessandro, un saluto anche a tutti quelli che leggono ma non scrivono. Ti assicuro che sei in buona compagnia perchè non sono solo i napoletani che hanno inventiva e ti posso esprimere la solidarietà di tutti visto che hai famiglia. Noi ci rendiamo conto di non contare nulla e di essere solo un piccolo, piccolissimo granello di sabbia che cerca di ostacolare un ingranaggio, fatto di illusioni e promesse elargite a piene mani a tutti i Sardi disoccupati, un ingranaggio ben oliato che marcia alla grande da parecchio tempo ma cercheremo con il vostro aiuto di diventare molto più forti anche se non siamo politicanti navigati, anzi, non ci siamo mai occupati di politica attiva, ma siamo persone semplici come voi e come voi ci siamo preoccupati per l’andamento dell’economia sarda, adesso più che mai, e poichè qualcuno doveva pure intraprendere una qualche iniziativa, abbiamo deciso di fare un primo passo anche con la scarsità di mezzi in cui ci ritroviamo. Per questi motivi abbiamo bisogno di aiuto, ma non chiediamo denaro, ci occorre aiuto fisico! Come avrai letto stiamo per distribuire un volantino e accettiamo volentieri anche suggerimenti, forse ma dico forse c’è in programma anche una raccolta di firme e quindi ci sarà da lavorare e più si è prima si finisce. Chiedo a te e a tutti i volenterosi che avessero tempo disponibile, di aiutarci.
Di: mosapo.com on 12 Ottobre 2008
alle 16:21
Salve,son una studentessa di 27 anni..io so solo che fra non più di un anno finirò gli studi… con questa crisi economica e con i tempi che corrono…ho paura del dopo..non vedo prospettive e non so che lavoro finirò per fare..l’unica scelta che molti ragazzi come me stanno facendo è partire..cioè fuggire da qui…sperando ci aspetti qualcosa di mqglio..è triste ma è così..ciao a tutti
Di: Francy on 12 Ottobre 2008
alle 18:07
Ciao ragazzi, io sono partito tempo fa ma non ce la facevo più, sono abituato in paese dove si sta fra gente conosciuta e non c’è il casino delle grandi città, quelle sono belle quando ci vai in vacanza ma per lavorare ti senti un estraneo, quello non è il mio mondo, qui respiro perchè ho spazio, abbiamo una bassa densità di popolazione e ci conviene cercare di tutelarla. Ho resistito 6 mesi e poi sono tornato e mi arrangio come Alessandro: è avvilente ma almeno sono a casa. Volevo dire a Francy che partire non è tutto, qui lasci troppe cose e poi devi fare i conti con gli affetti e la nostalgia che però non pesa troppo se hai la speranza di ritornare e infatti se parti non riuscirai a staccarti dalla tua terra e devi impegnarti a ritornare e rimanere se ci sarà l’opportunità. Per ottenere quello che vogliamo è necessario lottare e io ho aderito subito con lo scopo di bloccare quel famoso ingranaggio, non so cosa succederà ne’ cosa si farà ma l’importante è crederci.
Di: Giorgio on 12 Ottobre 2008
alle 20:16
Quando ho letto il contenuto del volantino riportato in queste pagine, non sapevo ancora che il 70% del gettito IRPEF spettasse alla Sardegna e allora ho deciso di documentarmi e ho scoperto che quei soldi sono quelli che il presidente Soru ha conteggiato nella finanziaria 2009 e che lo Stato dovrebbe darci nel 2011 e questo vuol dire che c’è una valanga di soldi che il governo Italiano deve ancora darci e non li da perchè non (dicono) li ha. Avete ragione voi e non capisco perchè non ci abbiano pensato prima, se non ce li danno o devono farceli sudare, tanto vale che li impieghiamo per noi prima che se li prendano (però anche loro devono essere daccordo) e quindi se possono servire a sgravare chi desidera investire ma a patto che assuma solo personale locale, ben venga una mobilitazione in tal senso. Mi è balenata in mente anche una cosa da non sottovalutare e cioè che i redditi dei lavoratori Sardi che verranno assunti con questo sistema, produrranno anch’essi un gettito IRPEF che però non avrebbe alcuno sconto alla fonte (oppure qualcosa si può concedere anche in tal senso) e questi soldi CHE PRIMA NON C’ERANO, è importante sottolinearlo, vanno in buona parte a coprire le perdite dell’operazione precedente. In sostanza non ci rimette nessuno e in più si da tanto lavoro. Sembra l’uovo di Colombo. Mi sembra un’idea eccellente ma non so se si è capito tutto il ragionamento che mi pare un po contorto. Scusatemi. Ciao e complimenti
Di: Carlo Maxia on 13 Ottobre 2008
alle 18:04
Noi Sardi abitiamo in un bellissimo posto ma siamo flagellati dall’incuria di chi ci governa che permette il proliferare della disoccupazione, cerchiamo di difenderci da soli e quindi BOICOTTIAMO i prodotti stranieri, boicottiamo i bar e i ristoranti dove non si servono bevande locali, boicottiamo le casse automatiche che ci sono in alcune grosse strutture commerciali che permettono il ridimensionamento del personale, boicottiamo chi minaccia di licenziamento i dipendenti che rivendicano i loro diritti, boicottiamo i prodotti di chi ha chiuso un’azienda in attivo (Algida-Unilever) per trasferire lo stabilimento in una zona a basso costo di mano d’opera per pura avidità. Per quanto è possibile abbandoniamo l’egoismo e il tornaconto personale e cerchiamo di vivere e prosperare come una comunità di persone aggregate dai medesimi obiettivi.
Questo scritto è parte dell’articolo che l’associazione mi ha pubblicato è che si può leggere cliccando sul link in alto a destra.
Di: Carlo Demontis on 29 Ottobre 2008
alle 17:48
Per la Sardegna comincia a prospettarsi un futuro che la vede terra di immigrazione e a proposito della crescente immigrazione non cadiamo nel tranello di pensare che le ondate migratorie verso l’Europa vengano regolamentate e osteggiate ma anzi sono caldeggiate e la conseguente accoglienza non è dettata da spirito umanitario come vogliono farci credere i vari governi o si provi pietà per quelle genti, semplicemente, poichè gli europei sono diventati una popolazione stabile demograficamente, ovvero non crescono perchè non fanno figli, è necessario un apporto di consumatori da quelle aree del mondo dove consumo non c’è e quelle genti figli ne fanno ancora molti e sopratutto serve mano d’opera a basso costo. Il nodo cruciale del problema è che poi portano via i posti di lavoro a noi nativi di questa terra perchè è vero che vengono e fanno i lavori più umili, ma è anche vero che la loro progenie non farà più quei lavori e contenderà il lavoro ai nostri discendenti. E questo non è razzismo, perchè sono sicura che qualcuno è tentato di chiamarlo in questo modo, ma PURO SPIRITO DI SOPPRAVVIVENZA!!
Di: Angela Porcu on 31 Ottobre 2008
alle 08:31
Credo che la lotta dei lavoratori del mercato ortofrutticolo sia sacrosanta perchè finire nelle mani di una organizzazione privata significa essere alla merce’ dei capricci di chi pretende di imporre la propria volontà sugli utenti della struttura. Questo va detto a parte i costi dello spazio di vendita che possono lievitare in qualsiasi momento e, cosa più importante, considerando il problema occupazionale a cui incorrerebbero i lavoratori delle coperative che gravitano intorno al mercato. Se proprio non si può continuare a concedere lo spazio di viale Monastir, il comune di Cagliari trovi un sito alternativo e questa soluzione, ciò contribuirebbe anche ad alleviare il disagio degli abitanti di quella zona. Disattendendo alle richieste di questi lavoratori, il comune avrà la vergognosa responsabilità di avere appesantito il fardello di disoccupazione che la Sardegna si trascina da decenni.
Di: Fabietto on 10 Novembre 2008
alle 23:16
Cari disoccupati sardi, l’elezione di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti dovrebbe farvi riflettere, forse pensate che non vi importi ma il riferimento è indirizzato all’evento e non ai contenuti del programma. Ciò che è successo è eccezionale, esattamente come eccezionale è quello che ci occorre in Sardegna, un evento eccezsionale, è stato un avvenimento che fa capire a tutti i disoccupati sardi che tutto è in gioco e che tutto è possibile, che fa riprendere la fiducia a chi ha perduto ogni speranza e a chi, ormai si è rassegnato a partire per sempre. Ora avete potuto verificare che il futuro risiede in ognuno di noi, risiede nel nostro voto e solo con quello possiamo cambiare la strategia della politica sarda. Volevo far notare che al primo posto del programma del nuovo presidente USA c’è l’economia e la disoccupazione, proprio quello che ci vorrebbe anche per noi che al voto andremo tra 8 mesi. Cari disoccupati, uniti siamo la prima forza politica sarda e possiamo ribaltare completamente gli equilibri, non gettate via il vostro voto, accertatevi che le persone che vi sono congegnali siano consapevoli dei nostri problemi, evitate di farvi soggiogare dalla parlantina forbita o dalla bella presenza o ancora dall’abbigliamento ricercato, parlate direttamente con le persone che avete scelto e tralasciate il partito di appartenenza, concentratevi sulla persona e cercate di rilevarne la correttezza. L’unità è importante perchè, da che mondo è mondo, persone che hanno i medesimi intenti decidono di perseguirli insieme per avere più peso verso il potere ed è esattamente ciò che fanno i sindacati. Quindi ne’ vane promesse personali di lavoro da destra, ne’ da sinistra ma solo lavoro per tutti come priorità assoluta.
Di: mosapo.com on 12 Novembre 2008
alle 02:23
Sono rimasto commosso ad osservare la gara di solidarietà per gli alluvionati di Capoterra e del basso Campidano e ogni volta che si assiste ad un disastro con morti e dispersi si apre la gara per la raccolta dei fondi e i sardi si dimostrano sempre generosi. Mi chiedo, quindi, perchè questa solidarietà che alberga nel cuore dei sardi non si manifesti anche nei confronti di chi non ha lavoro o lo ha perduto, non sto spingendo per una raccolta di denaro, la solidarietà che chiedo è di altra natura, è una solidarietà morale ovvero che è conforme ai principi di giustizia ed onestà perchè nessuno sa, se non ne viene coinvolto direttamente, che il disoccupato è una persona morente ( anche fisicamente), che muore lentamente giorno per giorno perchè con il passare del tempo vede svanire sempre più la speranza che lo tiene in vita. E’ una persona che lentamente dirada tutte le frequentazioni perchè si vergogna del suo stato di impotenza nei confronti di una situazione insostenibile e spesso si ammala di depressione e si sente di peso verso una società che lo rifiuta e lo bolla come “scarto”. Se il disoccupato ha anche una famiglia, il non potere provvedere al suo sostentamento, spesso lo spinge a gesti inconsulti. Tutte queste cose però non risaltano agli occhi di chi passa vicino, quegli occhi vedono una persona normale che cammina e respira, non possono vedere l’amor proprio e la dignità corrosi giornalmente ad ogni porta sbattuta in faccia. La solidarietà, oltre il sostegno morale, è anche lottare insieme per una società più giusta perchè i cittadini debbano avere identiche opportunità per essere uguali. La solidarietà che chiedo, quindi, è che ogni cittadino, anche se non coinvolto direttamente, esiga una politica indirizzata in primo luogo alle tematiche del lavoro come priorità assoluta sopra ogni altra cosa.
Di: Ubaldo Ferru on 15 Novembre 2008
alle 19:05
Proprio una bella trovata quella escogitata oggi, una bella trovata per rinforzare le fila dei disoccupati sardi e promuovere una iniziativa illegale. Sto parlando di quella manifestazione organizzata per permettere la vendita diretta dal produttore al consumatore, ovvero dal contadino direttamente sulla nostra tavola. Se come consumatore dovrei essere contento, non posso esserlo come cittadino ligio ai doveri e ai regolamenti perchè in tutto quel marasma ha difettato alla grande il rilascio di scontrini fiscali visto che i contadini non possiedono registratori di cassa, ne’ hanno licenza di vendita al dettaglio. Ovvio che tutto costi meno, si è defalcata iva ed irpef alla fonte facendo sconfinare la manifestazione nell’illegalità e si sono sottratti posti di lavoro perchè almeno un passaggio intermedio è indispensabile, non può fare tutto il contadino in quanto se sta nei campi non può stare al banco di vendita ne’ ha le carte per farlo. Un intermediario in regola con le leggi e il fisco, a cui i contadini conferiscono il prodotto, è irrinunciabile pertanto gli acquirenti non si lamentino in altre occasioni per l’ evasione fiscale perchè si sono dimostrati conniventi sulla pelle di chi rimane disoccupato . Complimenti anche agli ideatori dell’iniziativa che, a mio giudizio, hanno istigato l’illegalità rendendosi complici.
Di: Emanuele Figus on 22 Novembre 2008
alle 15:48
sussidio a tutti gli inoccupati per risollevare l’economia
Di: pinna enrico on 28 Novembre 2008
alle 23:37
Carissimo Enrico, quella che hai indicato non è proprio la via che il movimento si auspica perchè l’elemosina gratifica molto che la fa ma umilia chi la riceve e che si aspetta ben altro. Questa associazione vuole lavoro, lavoro vero e sopratutto duraturo che consenta a tutti di programmare un futuro. Pensiamo che se si volesse, noi potremmo solo essere sfiorati dalla crisi dell’economia mettendo su una struttura turistica bene organizzata ed estesa a tutta l’isola e il cui fulcro sia una campagna promozionale che non sia dozzinale o che poi non finisca in tribunale. Non pensiamo che ci sarà una grande flessione del turismo onesto perchè, forse, è l’ultima cosa che la gente si lesinerà e anche perchè, se ci pensi bene, è l’unica cosa che se goduta appieno risulta altamente gratificante per chi lavora tutto l’anno. E’ importante, invece, far si che tutto l’apparato goda di un’organizzazione ben congegnata e che non diventi un’opportunità per spennare i forestieri.
Di: mosapo.com on 29 Novembre 2008
alle 15:16
Ricordo che quando gli australiani iniziarono l’estrazione dell’oro a Furtei ci fu un sollevarsi di consensi per l’età dell’oro sardo e per le prospettive di sviluppo e lavoro per quelle zone. I più accorti, sapevano già che nessuno viene qui per elargire sviluppo e lavoro ma solo per sfruttare, gli allarmisti vennero tacitati di disfattismo e accusati di remare contro una grande opportunità. Solo quando si scopri’ l’inquinamento ambientale a base di cianuro e derivati, cominciarono ad insinuarsi i primi dubbi e la società Sardinia Gold Mining spa si assunse l’onere del ripristino ambientale. Siamo arrivati all’epilogo già conosciuto in decine di altri casi: a loro l’oro, la dichiarazione di fallimento, i libri in tribunale e a noi la merda e i disoccupati. Quando si capirà che questa bella isola non deve essere deturpata da attività che ne distruggono l’ambiente e che il vero oro l’abbiamo sotto i piedi e si chiama “territorio” da amare e coltivare, da rinverdire e permetterne la fruizione ad un flusso turistico ordinato e rispettoso, che poi SE NE TORNI A CASA SUA quella puzzolente e inquinata che sfruttata all’inverosimile è ormai irrecuperabile. Quest’isola vuole essere il polmone e il giardino dell’Europa e noi sardi ne siamo i guardiani, perchè questo è possibile grazie alla scarsa densità abitativa. Ci vogliono portare via la nostra bella terra per sfigurarla e deturparla come hanno fatto con tutto il resto in cambio di quattro posti di lavoro da fame, ma, mi chiedo, solo i residenti non si accorgono di quanto sono invidiati da tutto il bacino del Mediterraneo, solo i residenti non vedono che la gente arriva a frotte per godere della nostra isola, quella nostra isola che non siamo capaci di tutelare e di governare, si!! governare perchè, poi, sempre politiche sono le responsabilità. L’isola è il nostro CAPITALE che può produrre la nostra ricchezza, nessun economista sensato intaccherebbe il capitale da cui scaturisce la sua fortuna e invece è proprio quello che noi sardi stiamo facendo, stiamo intaccando il capitale permettendo uno sfruttamento sporco ai forestieri. Quando ci avranno rubato tutta la terra ci relegheranno in una riserva per potere spadroneggiare indisturbati. La violenza sul territorio da sfruttare a fondo e lasciare morente e avvelenato è stata applicata in maniera intensiva in Amazzonia, nel Borneo, in Madagascar, in Australia, ma loro, gli “Attila” del 2000, lo chiamano “progresso” .
Di: Franco Orrù on 8 Dicembre 2008
alle 09:50
A.A.A. PRESIDENTE DELLA REGIONE CERCASI
Cercasi un uomo nuovo, uno come il Soru o il Pili delle campagne elettorali ma che non ne segua i cammini, una persona che parli ed agisca da sardo per i sardi, non importa a quale schieramento appartenga, non è determinante, ma che dimostri di avere idee ben chiare e non si faccia coinvolgere in giochi di potere ne’ debba assoggettare le sue decisioni a sotterranei e forti poteri occulti. Quest’uomo dovrebbe essere in grado di leggere il cuore del popolo sardo e recepire i suoi desideri, dovrebbe estirpare i mali che lo angustiano da troppo tempo e restituirgli dignità e fierezza. Dovrebbe essere in grado di mediare senza dimenticare l’esistenza della parola “NO” e all’uopo servirsene senza tentennamenti. E’ facile che ad una persona siffatta, non avezza ad intrighi e sotterfugi possa venire meno il sostegno del parlamento isolano, ebbene si deve dimettere senza indugi, solo i sardi sapranno giudicare il suo operato e trarne le conseguenze per un successivo mandato. E’ gradito, inoltre, un giusto rapporto con il denaro sia pubblico che privato , un rapporto che deve essere sobrio ed equilibrato. Non è indispensabile la bella presenza. Il candidato con questi requisiti deve presentarsi alle prossime elezioni regionali, si garantisce l’assunzione immediata. Astenersi perditempo, la Sardegna ha fretta.
Di: Carrus Emilio on 11 Dicembre 2008
alle 15:44
sono daccordo,bisogna comprare roba Sarda,che oltretutto è la più genuina!
pensiamo a noi e alla nostra economia Sarda,non facciamoci colonizzare culturalmente ne economicamente da nessuno.
Di: Riccardo Collu on 17 Gennaio 2009
alle 20:30
Cosa vi posso dire, avete ragione esiste una grave disparità sociale, quelli che lavorano e quelli che non lavorano (ma non per scelta) e non si possono affrontare altri problemi senza avere prima risolto questo che è il più discriminante. Prima deve venire il lavoro per tutti e poi tutto il resto, tutti gli altri problemi devono essere messi in secondo piano e se lo sforzo e le idee scaturiscono da un lavoro d’equipe fra tutti i sardi sarà anche più gratificante perchè farà di noi un vero popolo coeso.
Di: alessio desogus on 29 Gennaio 2009
alle 18:42
Oggi per la strada, mi è stato dato un giornale informativo dal titolo “BILANCIO DEL GOVERNO DELLA REGIONE 2004-2008– e sono rimasto allibito su quanto vi è scritto in terza pagina: un elenco di alcune tappe del governo della regione 2004-2008. Non voglio dare l’impressione a chi legge di fare propaganda elettorale, infatti non propendo per alcuno dei candidati principali che non mi ispirano fiducia, ne parteggio per l’indipendentismo in quanto, per il momento, non mi interessa, almeno finchè non saremo capaci di camminare con le nostre gambe. Leggendo questo giornale, viene da ridere o da piangere, fate voi, vi sono elencati, infatti, 48 punti che dovrebbero dimostrare quello che è stato fatto, molti punti sono doppioni di uno stesso argomento ad esempio quelli sulla legge salvacoste e sul PPR, ve ne sono 3, poi sulla partenza degli americani da La Maddalena, riportato in 4 punti, come se quelli se ne fossero andati per merito di Soru che ha PRETESO L’abbandono della base e non perchè non aveva più ragione di essere, si parla dl riordino del servizio sanitario e del nuovo piano, in due punti, e infatti abbiamo visto come funziona bene con attese per analisi che arrivano anche ad 1 anno, non mi sembra un fiore all’occhiello ma una cosa da tacere. Insomma questo giornalino è da leggere per ridere, l’unica cosa seria e ben fatta ma che poi è cascata nell’integralismo più assurdo è la salvacoste. Ebbene, in questa sequela di leggi, leggine, proposte non esiste un punto, dico uno solo che parli di lavoro, sviluppo e occupazione, mentre in questa campagna elettorale è un argomento abusato. Ma allora ci hanno proprio preso per stupidi, il bello è che in queste tappe del percorso del governo regionale, ci sono dei punti che enfatizzano l’uso della lingua sarda nei discorsi del presidente e nelle delibere della giunta, c’è proprio di che andare fieri, iniziative meritorie e aggregative, per carità, ma siamo sicuri che fossero proprio queste le priorità? Andate a dirlo ad un disoccupato che il presidente ha parlato in sardo all’assemblea e vedrete cosa vi risponde, oppure ditegli che è stato fatto il “piano d’azione per il superamento del divario digitale” (un’altro punto) e vedrete il disoccupato come ci campa bene con questo superamento. Tirando le somme, non voglio sminuire alcune operazioni meritorie che sono state intraprese, ma non è necessario pavoneggiarsi con interventi tutto sommato discutibili per rimediare allo stato disastroso in cui si trova la nostra isola. Anche tutti i governi precedenti, qualcosina l’hanno pur fatta. Questo elenco “delle opere” da l’impressione di essere stato ideato per riempire la pagina con argomentazioni buone per i polli. Consiglio vivamente di procurarvene una copia e di leggerlo. Al fine di non creare fraintendimenti, ricordo ancora che non desidero denigrare un candidato a favore dell’altro che non mi ispira ugualmente, ma vorrei che al popolo sardo venga riconosciuta l’intelligenza e la capacità di sapere discernere tra la realtà dei fatti e una spudorata e falsa pubblicità elettorale. I disoccupati non sono pesci da prendere all’amo del consenso.
Di: Gesuino Cadeddu on 5 Febbraio 2009
alle 18:36
Turismo, Turismo, Turismo!!! Questo è l’unico settore che in futuro non conoscerà crisi, del turismo tutti ne parlano ma nessuno sa come incentivare i turisti a venire da noi, secondo me basta non strozzarli con prezzi altissimi, basta essere più giusti nelle richieste e offrire loro quello che altri non offrono. Differenziarsi è la parola magica che insieme a “organizzazione” , “infrastrutture”, “viaggi low cost” e accoglienza possono fare di noi l’isola delle vacanze, anche quelle invernali.
Di: Francesco Foddis on 10 Febbraio 2009
alle 20:31
Il risultato elettorale ha spazzato via il governo del centrosinistra e per questo non si esulta e non ci si dispera, a questa associazione non interessano gli uni o gli altri, questa associazione si auspica di vedere in Sardegna la “piena occupazione” poichè sappiamo che questa terra è piena di risorse quasi sempre mal gestite. Questo traguardo deve essere raggiunto con molto equilibrio e senza danneggiare il territorio. pertanto appoggeremo a spada tratta chiunque abbia questo fine e mostri di volerlo “veramente realizzare”. Sappiamo cosa ci ha lasciato il Presidente Soru che ha chiesto di poter completare il suo programma e non è stato creduto non perchè non fosse indirizzato al bene della Sardegna nonostante grossolani errori di valutazione, ma per avere errato completamente le priorità, infatti per poter camminare sulla strada della rinascita è necessario prima di tutto avere qualcosa nello stomaco che ti dia forza di proseguire. Abbiamo dall’altra parte le promesse del Presidente Cappellacci sull’occupazione, non possiamo che dire: staremo a vedere.
Di: mosapo on 17 Febbraio 2009
alle 20:41
Oggi ho letto in prima pagina sul Giornale di Sardegna “Un piano immediato per lavoro e povertà” e mi domando perchè questa iniziativa non l’abbia presa Soru, a prescindere da quello che si farà in questo titolo è implicito il riconoscimento che la Sardegna ha fame di lavoro, evidentemente per l’ex presidente non è vero, non c’è tutta questa gente in odore di disoccupazione e di disagio, ecco il suo grossolano errore, quello di amare la Sardegna, le sue coste, salvarle dal cemento ma infischiarsene dei suoi abitanti e delle loro esigenze. Io avrei preferito che continuasse a a governare lui ma con un occhio di riguardo alle esigenze e al benessere delle popolazioni, non come ha fatto.
Di: Gianni pintus on 18 Febbraio 2009
alle 20:02
Finalmente l’hanno capita, ma ormai è troppo tardi. Sull’unione di ieri 26 febbraio si possono leggere le riflessioni di Luciano Uras, leader di rifondazione comunista “Sulle politiche per l’occupazione dovevamo fare di più” e ” sul tema c’è stata una complessiva sottovalutazione, sia da parte della giunta che dell’ex maggioranza” e ci voleva tanto a capirlo? Le reminescenze a posteriori non servono, la Congera è roba vostra, se gli altri non vi seguivano era necessario che lei si dimettesse se volevate essere credibili, solo cosi’ potevate cavalcare la protesta, non rinanendo inchiodati ad una poltrona inconcludente.
Di: mosapo.com on 27 Febbraio 2009
alle 17:47
Ho voluto scrivere e ho chiesto di pubblicare l’articolo che trovate in alto a destra sulla crisi, forse si tratta di un’analisi molto semplicistica ma, ho potuto constatare che moltissime persone non hanno ben capito cosa sia e a cosa sia dovuta la recessione a cui andiamo incontro e che è appena iniziata, nessuno sembra rendersi conto che stiamo vivendo ancora con la mentalità dell’opulenza mentre invece sono solo gli strascichi di “come eravamo” . Senza peccare di presunzione, credo che abbia un grande fondo di verità
Di: Alessio Pischedda on 15 Marzo 2009
alle 09:00
Abito in Olanda da 37 anni. Quando vado in Sardegna tutte le volte ricevo uno chock per il degrado che regna sovrano da tutte le parti!
Sono pienamente d’accordo con quello che scrivono Carlo Pittau ed Enrico Farci. Aggiungo che io da 25 anni ho un progetto in testa e che adesso i tempi sono veramente maturi per metterlo in atto. Darebbe lavoro a migliaia di sardi in ogni settore e farebbe della Sardegna la migliore regione di tutta l’Italia tale da prenderla veramente ad esempio! Ma c’è qualcuno che veramente recepisce il messaggio? Cordialmente, Iovina
Di: Iovina Serra on 30 Marzo 2009
alle 17:15
Ho letto giovedi’ scorso l’articolo sulla raccolta delle fragole, diceva che nessun sardo vuole fare il lavoro di raccolta e quindi voglia di lavorare non c’è, peccato che non riferisse l’ammontare del salario che probabilmente era da sfruttamento intensivo perchè ora si sono abituati alla paga degli extracomunitari e pretendono che anche noi ci vendiamo per quattro soldi schifosi. Prontamente è arrivata la risposta (sabato) dei sardi che quel lavoro erano disposti a farlo pur di portare qualche soldo a casa e hanno accusato gli agricoltori che questo genere di richieste di manodopera non risulta sulla stampa e neppure all’ufficio di collocamento e allora queste accuse da dove saltano fuori? Non sarà un modo per spingere ad importare altra mano d’opera a costi stracciati? Perchè ai sardi che chiedono di lavorare nelle aziende agricole viene risposto che il personale è al completo? Adesso smentite se avete coraggio, bella figura di merda!!!! E’ assurdo che i sardi non vengano aiutati dai sardi.
Di: carmelo serri on 26 Aprile 2009
alle 21:14
Ma che bella festa, dobbiamo festeggiare anche noi disoccupati? E cosa festeggiamo, l’ennesimo giorno con le mani in mano? E i sindacati di noi quando si occupano? Ahh, già noi non abbiamo tessera e quindi non esistiamo e Cappellacci cosa fa? Perchè non va dal suo amico Berlusconi per far dichiarare “zona franca” le aree più disagiate della Sardegna? Perchè questa proposta è stata fatta solo per l’Aquila? Non dicevi che con il governo amico avremmo risolto molti problemi? I primi 100 giorni sono vicini, voglio vedere di cosa ti vanterai.
Di: giusy zuddas on 1 Maggio 2009
alle 16:12
Ragazzi, devo confessare che Cappellacci non mi piace davvero, non mi piace l’aria di sudditanza e di remissione ma devo dire che ha ragione nell’articolo pubblicato ieri sul giornale di Sardegna. E’ vero che il lavoro manca da tempo e quelli del centro sinistra si sono accorti solo ora di questo deficit, ora che governa lui e gli attribuiscono le colpe. Patetici e ridicoli, “ma mi facci il piacere” direbbe il grande Totò. E bisogna anche dire che il Giornale di Sardegna non è propriamente di destra
Di: CARMELO CADEDDU on 5 Maggio 2009
alle 16:49
Finalmente la finanziaria è stata varata, speriamo che ci sia qualcosa di buono per noi disoccupati
Di: franco pibiri on 13 Maggio 2009
alle 09:12
Ho chiesto di pubblicare lo scritto ” Ma è cosi’ difficile creare lavoro? ” che si può leggere cliccando sul link in alto a destra, non saprei dire se è un articolo ingenuo o se qualcosa mi sfugge, alla fine vi è una domanda per i lettori, se qualcuno conosce la risposta è pregato di renderla nota. Grazie
Di: Fabrizio Pes on 20 Maggio 2009
alle 18:58
Scusa, Carlo di S.Elia, purtroppo sono una persona un po’ cruda e troppo diretta a volte (da sarda,= schietta) ma secondo me stai gia’ dando il classico esempio del “lamento non produttivo”.Ora, il Betile (Museo dell’arte nuragica e contemporanea del Mediterraneo) sarebbe invece un salto in termini di creazione posti di lavoro(alcuni anche altamente qualificati, relativi all’arte e alla storia) per non paralre dell’attrazione turistica, e del suo indotto, delle manutenzioni da fare, etc etc. Mi dirai, il problema, visto da me, sarda che volente o nolente se ne deve stare “emigrata” da anni, e’ che se magari si investisse in studio e cultura, invece, non sarebbe un idea malvagia, piuttosto che fare “s’oreri” come molti ai chioschi del Poetto a lamentarsi che mamma non ci ha dato i 20 é chiesti per la benzina). E smetterla con il pesniero assistenzialista per cui “qualcuno” ti aggancera’ a un posto fisso e il tuo xxxx sara’ salvo (e allora la penserai un tantino diversamente sul mondo del lavoro perche’ il tuo stipendietto lo prenderai a fine mese).
Vogliamo trovare lavoro? Vogliamo crearlo? Vogliamo farlo non solo per noi ma in quanto IDENTITA’ DI UNO STESSO POPOLO STANCO DI SBATTERSI PER DUE SOLDI OGNI VOLTA LESINATI e comunque senza mai ottenere “futuro”? Allora, e’ la mentalita’ da cambiare, e’ capire che bisogna mettere in moto la curiosita’, la proattivita’, lo spirito di gruppo, il coraggio, la voglia di farcela e la buona volonta’, e finirla con questa attesa della manna dal cielo. Le conoscenze, usiamole non per salvare il nostro xxxx ma per CONOSCERE TUTTI GLI STRUMENTI che la nsotra isola puo’ usare per creare e AGIRE.Poi ne riparliamo.Scusa, niente di personale, mi hai solo dato lo spunto per parlare di cose che mi sfiancano l’animo da anni!Buona giornata a tutti.
Di: Elena on 25 Giugno 2009
alle 11:47
@ Iovina : Direi che capisco PERFETTAMENTE cosa intendi.Anche io svariati progetti in mente, solo tanto “burocratese” e la solita paranoia del politico di turno..e dovresti sapere bene quanto tutto questo divento mooolto piu’ difficile se fatto a distanza (tu in olanda, io in Irlanda).
Ma ogni volta che vado…per esempio, i BUS, i collegamenti!!! Ragazi, ma scherziamo che non si puo’ andre da A a B se non una volta al giorno e senza “coincidenze” con voli (ORA ci sono, su quello non ci puo’ lamentare piu’!!)..e i turisti come ce li mandi nei posti? e le guide? e gente che parla almeno una lingua straniera???Un giorno vir acconto un evento capitatomi all’aeroporto di Alghero…mi stavo vergognando.Comunque, faro’ un separato post. Saludos!!:-)
Di: Elena on 25 Giugno 2009
alle 11:57
Il pil italiano a -6%, non oso pensare a come deve essere quello sardo. A questo punto si danno spesso le colpe al governo, ma incomincio a pensare che chiunque sieda sullo scranno del potere, non avrebbe avuto risultati migliori. Altro che ripresa, si continuerà a crollare fino al collasso se seguiremo le politiche della BCE, impossibile uscire dal pasticcio creato dal sistema bancario internazionale per impossessarsi di tutto: lavoro, servizi, cibo e….acqua, si anche l’acqua che è un bene indispensabile. Tutto a bassissimo prezzo. L’Italia ( figuratevi la Sardegna) è, attualmente, uno dei paesi più deboli sarà costretta ad iniziare a svendere in saldi.
Ci troviamo in una situazione di globalizzazione anarchica, tutti contro tutti dove vince il prezzo più basso ma a discapito della qualità. Continuando di questo passo si andrà incontro ad una guerra economica basata sul prezzo e la cosa potrebbe finire anche ( il cielo non voglia) in una guerra militare perché la disperazione deve trovare sfogo. La soluzione a queste angosce potrebbe essere il passaggio ad una globalizzazione guidata, concordata fra stati pacifisti e senza il pericolo di soluzioni catastrofiche, applicando i pricipi della rivoluzione keynesiana. Sarebbe il caso di riproporre le frontiere nazionali e istituire nuovamente la circolazione della doppia moneta, una europea e una valida esclusivamente nel paese emittente, questo per evitare le fuoriuscite di ricchezza verso paesi terzi. Per arrivare ai risultati attesi , l’Italia dovrebbe essere governata da uno “stato progettuale” che progetti, cioè, la piena occupazione con qualunque tipo di lavoro anche inutile all’economia e “uno stato forte” sotto l’aspetto del “forte” consenso popolare e capace di imporre il lavoro e i pagamenti al suo interno.
Naturalmente, come premier, si rende necessaria una persona determinata ad agire in tal senso e con un forte ascendente, ma temo che allo stato attuale una simile persona debba ancora nascere.
Di: Fabrizio Pes on 17 Agosto 2009
alle 17:31
il nostro difetto è che siamo persone troppo oneste non dovevamo dare la noetra isola in mano a degli speculatori,che pensano solo a fare soldi sulla pelle degli altri.noi siamo sempre stati un popolo di emigranti,a disposizione dello stato che era presente solo x metà dell’italia.dopo questa esperienza negativa penso che dovremmo muoverci affinchè la nostra regione dimostri veramente che tipo di autonomia ha,o se continuare ad essere i servi di tutti gli invasori assetati di potere e nient’altro.
Di: raf on 1 Dicembre 2009
alle 09:10
LO SCIPPO DELLE ZONE FRANCHE URBANE è stato uno degli atti perpetrati ultimamente dal governo. Nelle zone franche urbane era contemplata (normativa europea), in origine, l’esenzione dal pagamento delle imposte IRPEF, IRAP, ICI, INPS per agevolare (solo per i primi 5 anni) le nuove imprese ad inserirsi stabilmente nel mercato. Sappiamo tutti che i primi anni sono quelli più difficili che decretano, in buona parte, la riuscita di un’impresa sopratutto se formata da giovani con esperienze limitate. In Sardegna ne erano previste tre fra la provincia di Cagliari e Oristano, in tutt’Italia poco più di una ventina ( su sforzu ) dislocate nel sud. Ora salta fuori una modifica nel decreto che vorrebbe togliere le agevolazioni sull’IRPEF e IRAP ma solo per agevolare (fanno sapere dal ministero) la partenza di questa normativa che richiederebbe calcoli complicati, le agevolazioni verrebbero ripristinate in seguito, a regime? Ma quando? Non lo dice. Siccome tutti sappiamo che quando lo stato deve “prendere” si dimostra efficientissimo mentre nel “dare” è estremamente cauto e comodo escogitando 1000 sotterfugi pur di ritardare i pagamenti, vedi rimborsi IRPEF ed IVA. Un modo di fare scaltro al limite con la truffa che non invita certo alla fiducia dei cittadini verso le istituzioni, visti i presupposti chi avrà l’ardire di aprire attività nelle ZFU ? Chi crede più nelle promesse ? Mi auguro che la nostra giunta faccia sentire la sua voce: che sia determinata e autorevole e senza scodinzolare, per favore.
Di: mosapo.com on 3 Gennaio 2010
alle 10:11
Dopo ripetute proteste e autorevoli interventi, qualche settimana fa è stato ripristinato lo stato originario delle agevolazioni sulle ZFU. Non possiamo che compiacerci di questa decisione che apre uno spiraglio nell’inserimento di nuove attività lavorative.
Di: mosapo.com on 9 Marzo 2010
alle 20:16
